336d527dac0fd00957778b85c30560fc18fb78bcGli anime appaiono spesso allo spettatore occidentale come degli insiemi simbolici in cui è difficile ritrovare il filo di un´interpretazione univoca, un messaggio morale chiaro o una critica ad un bersaglio facilmente individuabile. Se però questo insieme può talvolta risultare una mera accozzaglia con un valore estetico, talvolta esso lascia trasparire contenuti profondi, frutto di un’intuizione condivisibile da un più largo pubblico di quello previsto inizialmente dalle produzioni nipponiche: gli adolescenti.


Knights of Sidonia – prodotta nel 2014 a partire dall’adattamento dell’omonimo manga del 2009 – è una serie anime ascrivibile al genere mecha diretta da Kōbun Shizuno e scritta da Sadayuki Murai: i veri protagonisti sono infatti dei grandi robot – le Gardes (in italiano Difensori) – guidati da umani con spiccate doti militari, i quali hanno il non facile compito di garantire la sopravvivenza dell’intera umanità contro la minaccia dei malvagi Gauna. Questi sono delle forme di vita senzienti ma non umanoidi, raffigurati come grandi concentrazioni di materia organica che puntualmente minaccia Sidonia, ultima roccaforte dell’uomo, ormai ridotto all’esilio nello spazio profondo. La Terra è infatti da tempo resa inospitale da massicci attacchi dei Gauna i suoi vecchi abitanti vivono nell’unica navicella-meteorite rimasta: si tratta proprio di Sidonia, nuova casa del genere umano.

La sopravvivenza della specie – minacciata non solo dai Gauna, ma anche dalla ovvia scarsità di risorse vitali sulla navicella – è garantita dalle innovative soluzioni biopolitiche di Sidonia: la tecnologia permette agli umani di nutrirsi attraverso un processo di fotosintesi simile a quello vegetale (il cibo acquisisce un mero aspetto ludico nella società di Sidonia) e gli umani stessi non si riproducono ma vengono per lo più clonati. Essi ricevono poi un’educazione di tipo militare, il quale li rende pronti a contribuire alla sopravvivenza e alla difesa di Sidonia.
Riprendendo un topos classico degli anime – si veda Neon Genesis Evangelion oppure Attack on Titan – i protagonisti fanno parte di un’elite militare di giovani cadetti, i quali si allenano e studiano per poter controllare le poche Gardes disponibili e difendere Sidonia dai continui attacchi dei Gauna. Il protagonista della serie – Nagate Tanikaze – è un cadetto assai talentuoso, il quale però non ha ricevuto la sua educazione nella società di Sidonia ma da suo nonno, scappato tempo addietro da Sidonia fin dentro le viscere del meteorite. Nagate è un buon selvaggio interstellare, che col suo istinto quasi animale e le sue incredibili doti ereditarie riesce presto a proporsi come comandante dell’armata di difesa di Sidonia, la quale comincia a considerarlo come una sorta di eroe nazionale.

knights-of-sidonia-1
Un’assai classica trama fantascientifica nasconde però degli elementi interessanti. La società umana iper-tecnologizzata di Knights of Sidonia si trova sul punto dell’estinzione a causa di una minaccia esterna i cui caratteri essenziali non sono totalmente comprensibili. Il movente che spinge tali creature a cacciare e distruggere il genere umano non viene (per ora) chiarito nella serie, ma viene lasciato intendere lentamente che esseri umani e Gauna sono tutt’altro che incommensurabili l’uno rispetto all’altro; non solo: il loro destino sembra essere legato a doppio filo. Il terrore alieno assume quindi i tratti di un problema di comunicazione tra diversi ordini di grandezza: gli umani vogliono solo comunicare coi loro carnefici e capire il motivo di tanta metodica crudeltà. Le soluzioni a lungo termine adottate da Sidonia si concretizzano spesso in tentativi di ibridazione tra tecnica umana e biologia Gauna, al fine di poter controllare tecnologicamente le forze dell’universo. Tale controllo si realizza su un piano comunicativo, oppure consiste nella liberazione di un potenziale umano non ancora scoperto o semplicemente è raggiunto sviluppando innovative armi bioniche nella guerra al terrore Gauna.

a3522
Knights of Sidonia, acclamata positivamente da critica e pubblico, riesce ad offrire qualcosa di più che un mero prodotto d’intrattenimento: l’anime affronta infatti in modo critico alcune istanze sociali e culturali attuali – vestite abilmente da esagerazioni fantascientifiche – e pone questioni di natura filosofica, senza però offrire una soluzione univoca (che spesso negli anime finisce per essere di tipo etico) ma lasciando spazio ad interpretazioni di ampio respiro. Il tutto condito – come nella maggior parte degli anime – con una bella spolverata di tragiche emozioni adolescenziali, ma anche arricchito con un’estetica biopunk tra le migliori negli anime degli ultimi anni, resa in un abile mescolanza tra affascinanti disegni e computer grafica. Un voto negativo solo per la colonna sonora, lontana dalle magnifiche composizioni di alcuni anime più datati come quelli di Mamoru Oshii.
Per l’uscita della terza stagione sembra che la Polygon Pictures stia facendo attendere un po´più del previsto, ma le prime due stagioni della serie (2014 e 2015) sono già disponibili in esclusiva su Netflix – anche in originale sottotitolato.

Valerio Timpanaro