CinePhilo

Recensioni cinematografiche

Author: Bruno De Cecco

#cineBIT: Duel (1971)

È il novembre del 1971: la serie antologica ABC Movie of the Week ospita al proprio interno Duel, esordio del regista ventiquattrenne Steven Spielberg, e tratto da un racconto dello scrittore Richard Matheson. Il film, realizzato in soli tredici giorni e con un budget di appena 450mila dollari, apre immediatamente al giovane regista le porte del Vecchio Continente: Duel è quindi portato a novanta minuti di durata per poter uscire nelle sale, e il nome del regista inizia a circolare tra gli addetti ai lavori.

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#CineHot: Paterson

Non è semplice scrivere di Paterson, ultima fatica di Jim Jarmusch. Non perché si tratti di un film enigmatico, indecifrabile e dai riferimenti oscuri, ma perché è un film talmente semplice, nel suo svolgimento e nelle sue tematiche, da lasciare spiazzati. Come può, in quest’epoca contrassegnata da imprevedibili e vorticosi cambiamenti, esistere un film del genere, aggressivamente ordinario nella scelta dei protagonisti e dei temi che sviluppa?

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#CineHot: Florence Foster Jenkins

Nella sua ultima fatica, il regista britannico Stephen Frears (che la maggior parte di voi ricorderà per Alta Fedeltà) narra la vera storia della soprano amatoriale americana Florence Foster Jenkins. Madame Florence, come amava firmarsi negli autografi, era una ricca ereditiera melomane e fondatrice di un club per musicisti e appassionati chiamato Verdi Club, ma il motivo della sua fama sono le sue performance canore, che uniscono una completa mancanza di talento ad un’ostinata determinazione e sincera passione.

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#SerialKiller: South Park — la fine della serializzazione per come la conosciamo

È stata una stagione molto discussa e controversa, la ventesima di South Park. A leggere i commenti e le reazioni agli ultimi episodi, la sensazione dominante tra il pubblico è quella che la serie, dopo quasi vent’anni di programmazione, abbia finalmente saltato lo squalo[1], in particolare per il nuovo formato a trama orizzontale.[2]

Ferma tutto, mi starete dicendo, South Park adesso ha una trama orizzontale? Mi sono perso qualcosa? Il cartone disegnato male e animato peggio, che in Italia hanno fatto di tutto per censurare, dove Kenny muore in ogni episodio e Bono degli U2 altro non è che (letteralmente) uno stronzo, ha delle linee narrative che vanno avanti per stagioni intere? Ebbene sì, South Park ha iniziato a sperimentare con trame continuative già dalla diciottesima stagione, ma è stato nella stagione successiva che sono stati introdotti dei temi portanti che sono poi sviluppati di episodio in episodio. Riassumiamo quindi brevemente la diciannovesima stagione per poter capire meglio gli avvenimenti della successiva.

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#CineFocus: La satira di (sul) regime ai tempi del socialismo: Hoří, má panenko, A tanú e Miś

Nell’approcciare per la prima volta lo studio dei regimi dittatoriali durante le ore di storia a scuola, l’immagine che ci si presentava era quello di un apparato tanto terrificante e disumano quanto efficiente: un’autentica macchina perfettamente oliata in ogni suo ingranaggio, che non ci pensa due volte a colpirne uno per educarne cento, infallibile nel mantenere l’ordine e il terrore sopprimendo ogni forma di opposizione.

Ciò su cui non riflettiamo subito è che in realtà i regimi totalitari sono spesso efficienti unicamente quando si tratta di propaganda e repressione, mentre ogni altro aspetto della loro organizzazione è sovente trascurato e gestito in maniera approssimativa da un apparato statale ove burocrazia ostruttiva, corruzione e inefficienza la fanno da padrone, in una situazione grottesca molto più simile a Brasil di Terry Gilliam che non a 1984.

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