CinePhilo

Recensioni cinematografiche

Author: Jessica Prieto

#cineHOT Bar Bahar – In Between

Anche in questa occasione ho scelto di parlare di un film appena uscito nelle sale italiane.

Si tratta dell’ultimo lungometraggio della regista di origini ungheresi Maysaloun Hamoud, premiato da festival cinematografici come il Toronto film festival, San Sebastian e l’Haifa Film Festival.

In Italia è uscito con il titolo “libere disobbedienti innamorate”, ma, a mio modesto avviso, il titolo inglese “in between”, come quello arabo “Bar Bahar”, tra cielo e mare, lo descrive alla perfezione.

Le protagoniste del film, Laila, Selma e Nour, si trovano in mezzo, divise tra il mondo orientale tradizionale, così come appare agli occhi stereotipati dell’occidente, e un nuovo mondo, che quegli stereotipi cerca di lasciarseli alle spalle.

Read More

#cineHOT: Il padre d’Italia: il miracolo contro natura.

I miracoli sono contro natura

Con questa frase si chiude il secondo lungometraggio di Fabio Mollo, dopo “Il sud è niente” del 2013.

Il padre d’Italia è un film ricco: di colori, musica e contenuti. É la storia di Mia (Isabella Ragonese) e Paolo (Luca Marinelli), due personaggi antitetici, che lo stesso Marinelli ha definito uno come “un esplosivo” e l’altro come “un dispositivo che deve essere ancora innescato”. Ed è proprio così, Paolo è un uomo tranquillo, quasi anonimo; lavora a Torino come commesso in un negozio di mobili preconfezionati ed esce da una lunga relazione durata 8 anni con il suo compagno Mario. Mia, invece, è una giovane donna incinta di 6 mesi che gira l’Italia cantando in una band, vivendo alla giornata senza preoccuparsi troppo per il futuro, in uno stato di eterna infanzia. È un film on the road, che costeggia il lato occidentale della penisola, in un viaggio improvvisato alla ricerca del padre della bimba, ma anche alla ricerca di se stessi, passando dal capoluogo piemontese, a Roma, Napoli per arrivare a Reggio Calabria, nei luoghi d’infanzia della protagonista femminile.

Read More

Juste la fin du monde : un film di sguardi e parole mancate.

“Il existe une variété de motivations qui vous appartiennent, qui ne concernent que vous-mêmes, qui vous poussent à partir dans la vie à ne pas regarder en arrière. De la même façon, il existe une variété aussi grande de motivations qui vous poussent à revenir. C’est ainsi, alors, qu’après toutes ces années-là, j’ai pris la décision de revenir sur mes pas.”

Con questa battuta, pronunciata da Louis (Gaspard Ulliel), si apre Juste la fin du monde, l’ultimo film del regista canadese Xavier Dolan, vincitore del Grand Prix della giuria al Festival di Cannes 2016. Il film è tratto dall’omonima pièce di Jean-Luc Lagarce, uno degli autori teatrali  francesi più amati e messi in scena. L’opera, definita dai critici come il capolavoro di Lagarce, racconta la storia di Louis, interpretato da Gaspard Ulliel, un noto drammaturgo, che dopo dodici anni di assenza, decide di tornare nel suo paese natale per rincontrare la sua famiglia. Il motivo del suo ritorno è espresso fin dall’inizio: ha scoperto di essere mortalmente malato e deve comunicare la notizia ai suoi familiari.

Read More

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén