CinePhilo

Recensioni cinematografiche

Author: Tommaso Cardinale

#SerialKiller : The Strain — Horror scientifico

Una delle pagine più belle del Dracula di Bram Stoker è senza dubbio l’arrivo della nave del vampiro a Londra: una nave commerciale che approda, ma senza nessun membro dell’equipaggio in vita. Tutti si chiedono: come sono morti i membri dell’equipaggio? Cosa trasporta questa nave? Si potrebbe dire che il teaser di The Strain sia una trasposizione contemporanea di quella pagina di Dracula: un aereo di linea arriva all’aeroporto JFK di New York. Atterra senza particolari difficoltà, ma dall’interno non proviene nessuna risposta. Silenzio. Sembra che i passeggeri e i membri dell’equipaggio siano tutti morti.

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#SerialKiller : Speciale The Walking Dead – Bet the Dead

Se la qualità di una serie televisiva si misurasse dalla qualità dell’ultimo episodio della stagione, la sesta stagione di TWD sarebbe forse la serie migliore di sempre: la maggior parte dei protagonisti sono inermi davanti ad un cattivo di cui finora avevano soltanto sentito parlare. Peggio ancora, credevano di avere già eliminato lui e tutta la sua banda. Ma si sbagliavano, e di grosso. Uno di loro viene colpito a morte, ma non sappiamo chi, non fino alla prima puntata della settima stagione.

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Fate cheeeeese…!

Cinephilo vi suggerisce quali potrebbero essere le quote se si potesse scommettere su chi sarà il malcapitato ucciso dal villain Negan. I personaggi sono elencati da Glenn a Eugene, in ordine di posizione rispetto alla letale mazza ferrata di nome Lucille.

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#SerialKiller : Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D. – Quando gli Avengers sono in ferie

I personaggi principali della prima stagione di Marvel Agent's of SHIELD

I personaggi principali della prima stagione di Marvel Agent’s of SHIELD

Dopo i titoli di coda

Tutti gli appassionati dei lungometraggi Marvel sanno che il film non è finito se non dopo la scena che segue i titoli di coda. In alcuni film una sola potrebbe non bastare. Nel primo capitolo sul grande schermo di Iron Man (2008), l’aprifila del MCU (Marvel Cinematic Universe, il progetto cinematografico che finora ha incassato più di 10 miliardi di dollari al box office), il miliardario ex fabbricatore di armi Tony Stark viene assillato da un certo Phil Coulson, che vorrebbe parlargli di un progetto ideato dallo Strategic Homeland Intervention, Enforcement and Logistics Division. Proprio nella scena dopo i titoli di coda, dopo aver rivelato in diretta tv di essere Iron Man, Tony Stark viene messo a conoscenza da Nick Fury del fatto che ci sono altri super eroi come lui: “Sono qui per parlarti del Progetto Vendicatori.” Boom. Nella scena dopo i titoli di coda di Iron Man II, Phil Coulson e un team di scienziati dello S.H.I.E.L.D. sono alle prese con un codice 0-8-4, ovvero un oggetto dalle origini sconosciute. Si tratta di un martello, il celebre Mjöllnir, l’arma del mitico Thor. Ecco aggiunto un altro tassello del progetto Vendicatori. Supereroe dopo supereroe, i pezzi di un conflitto galattico si incastrano l’uno con l’altro: Iron Man, Thor, Captain America, Occhio di Falco, Vedova Nera, Starlord, Falcon, Nick Fury… tutti personaggi di una storia che, se presa complessivamente, dura diverse decine di ore. Sempre dopo i titoli di coda, o in linee narrative esigue, viene lentamente presentato il super villain che costringerà tutti i supereroi noti del MCU ad affrontarlo nel capitolo finale di questa storia, Avengers: Infinity War (titolo ed eventuali partizioni in continuo mutamento): Thanos, il titano folle. Tra l’altro, nel suo desiderio puramente nichilistico di distruzione e controllo totale, Thanos è uno dei cattivi più affascinanti dei fumetti Marvel, devoto solamente a lady Morte.

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#SerialKiller : Marvel’s Daredevil – Botte da orbi

 

Non solo Spiderman. New York è abbastanza grande da far spazio ad altri supereroi, e Netflix ha deciso di approfittarne sviluppando serialmente alcuni volti meno noti della Marvel: Jessica Jones, Luke Cage, Frank Castle (The Punisher, di cui ti prego di non guardare mai il film) e Matt Murdock (Daredevil, di cui ti prego di… vabbè dai è molto meglio di The Punisher, e poi c’è Ben Affleck). Rispetto ai personaggi cinematografici e “supervisionati” da mamma Disney (dunque escludi da questa categoria Deadpool), quelli appena citati si contraddistinguono per essere leggermente più al limite, portatori di una moralità che viene sempre messa in discussione, internamente ed esternamente. Come già osservato in un articolo ben più interessante di questo, le major stanno adattando la fruizione seriale anche al grande schermo, ma per raccontare delle storie appassionanti e allo stesso momento familiari non c’è niente di meglio di una decina di puntate da un’ora ciascuna.

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#SerialKiller : The Walking Dead — Meglio morti che male accompagnati

QUANTI ERRANTI HAI UCCISO?

  The Walking Dead (TWD) è una serie della AMC ambientata negli Stati Uniti dopo un’epidemia che ha trasformato la maggior parte della popolazione mondiale in zombie. Gli zombie (walkers, erranti) in TWD sono simili a quelli del primo Romero, ma molto più putrefatti. Non sono intelligenti, ma solo spinti dalla sete di sangue umano. Sono indifferenti al caldo, al freddo e al dolore, e li si può uccidere, o meglio, riuccidere solamente colpendoli il cervello. A differenza di opere sugli zombie più “introspettive”, il contatto con il sangue e in generale le interiora esplose degli erranti non portano alla morte né alla trasformazione. A un certo punto della prima stagione un personaggio sosterrà che con il buio diventino più reattivi, ma è una linea narrativa riguardo all’epidemia che gli sceneggiatori hanno accantonato, quanto meno sino alla sesta stagione (appena conclusasi). Quindi niente superzombie mutanti (Resident Evil), sciami di zombie (World War Z), o zombie che imparano (l’ultimo Romero). Appare chiaro che il problema dell’apocalisse zombie in TWD non sono i non morti. Certo, non si trova con la stessa facilità di prima un pasto caldo, i multisala sono chiusi, non esistono più le istituzioni… ma troverete abbondanza di benzina, macchine con le chiavi inserite e armi automatiche cariche. E per sopravvivere agli erranti non serve nent’altro.

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#cineHOT: Ave Cesare, quando la censura era di moda

Scena del film Hail, Caesar! (2016) dei Fratelli Coen
Hollywood negli anni ‘50 era una fabbrica di sogni decisamente differente da quella di oggi. Vigeva il codice Hays, una regolamento censoreo che tutti i produttori cinematografici dovevano rispettare. Scordatevi la fascinazione del negativo, gli outsider, la violenza esplicita, sesso, droga e rock ‘n’ roll. Sostituite con: personaggi positivi granitici, eroi biblici e cowboy senza macchia. Queste sono le regole del mondo in cui si muove Eddie Mannix, problem solver della Capital Pictures, il protagonista di Ave Cesare, l’ultima pellicola dei fratelli Coen.

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