Poster del film Batman v Superman: Dawn of Justice (2016) di Zack Snyder
 
Per la prima volta nel nostro paese, così refrattario alla novità, dall’autunno scorso è sbarcato Netflix, ponendoci di fronte, adesso più che mai, il problema della frammentarietà dei prodotti audiovisivi. Lo stesso cinema, generalmente così lontano dal mondo seriale, si è adattato velocemente a questa novità. Viviamo in un tempo di serials, spin-off, prequel e sequel. Si ha la tendenza a costruire multi-versi, come se un film, da solo, non fosse più in grado di racchiudere il contenuto di una narrazione. Come se in un’epoca postmoderna come la nostra, dove le grandi narrazioni sono venute meno, solamente una pluralità di cellule narrative, piccole parti di narrazioni differite e mai esauribili, potessero salvarci. In questo contesto il sottogenere fantastico dei cinecomics, sogno proibito di ogni grande studio cinematografico, rappresenta la quintessenza di questa deriva (?) produttiva.

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