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Recensioni cinematografiche

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#SerialKiller: Twin Peaks season 3 – Nell’oscurità di un futuro passato

Agli albori degli anni ‘90, decade fervida e acclamata per la serialità televisiva, l’America del piccolo schermo si è brutalmente trovata di fronte a un potenziale game changer; proprio in quel periodo iniziava infatti la trasmissione di quella che, ancora oggi, è ritenuta a furor di pubblico come una delle più importanti serie TV mai realizzate, ossia Twin Peaks. La produzione ABC, nonostante ebbe una vita estremamente breve –poco più di un anno di messa in onda–, riuscì immediatamente a far breccia nell’audience televisivo e a diventare, piuttosto che un banale spettacolo di successo, un vero e proprio fenomeno di culto, influendo in maniera incisiva nell’immaginario pop post-ottantiano. La storia dell’omicidio di Laura Palmer rimane un cocktail squisito per gli occhi di chi guarda, un lento e contorto svelarsi di –sempre meno– piccoli e –sempre più– morbosi misteri, a cavallo tra la parodia e il sogno, collocati in una realtà ricca di orrore eppure in continua tensione verso il sovrannaturale. A questo punto è d’obbligo porsi la seguente questione: la televisione contemporanea è quindi figlia di Twin Peaks? La risposta, sorprendentemente, è no: non lo è affatto.

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#SerialKiller: South Park — la fine della serializzazione per come la conosciamo

È stata una stagione molto discussa e controversa, la ventesima di South Park. A leggere i commenti e le reazioni agli ultimi episodi, la sensazione dominante tra il pubblico è quella che la serie, dopo quasi vent’anni di programmazione, abbia finalmente saltato lo squalo[1], in particolare per il nuovo formato a trama orizzontale.[2]

Ferma tutto, mi starete dicendo, South Park adesso ha una trama orizzontale? Mi sono perso qualcosa? Il cartone disegnato male e animato peggio, che in Italia hanno fatto di tutto per censurare, dove Kenny muore in ogni episodio e Bono degli U2 altro non è che (letteralmente) uno stronzo, ha delle linee narrative che vanno avanti per stagioni intere? Ebbene sì, South Park ha iniziato a sperimentare con trame continuative già dalla diciottesima stagione, ma è stato nella stagione successiva che sono stati introdotti dei temi portanti che sono poi sviluppati di episodio in episodio. Riassumiamo quindi brevemente la diciannovesima stagione per poter capire meglio gli avvenimenti della successiva.

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#SerialKiller: 3% e il peso della meritocrazia

Sigla d’apertura di 3% (2016)

Ho iniziato a guardare “3%” in preda allo sconforto, durante un viaggio Torino – Bologna su Italo. Come spesso accade, scrollavo la home di Netflix in cerca di qualcosa di interessante da guardare per ammazzare il tempo. Non avrei mai immaginato di scovare tuttavia una vera e propria rarità con una trama tutt’altro che rara: un futuro prossimo molto distopico, un grandissimo dislivello sociale tra la popolazione, prove da superare per dimostrare di poter ambire a comporre il privilegiato 3% degli individui e, ovviamente, un’organizzazione di anarchici volta a sovvertire l’ordine esistente.

Se vi sembra di aver letto la trama di un qualsiasi filmetto o romanzucolo distopico diretto o scritto negli ultimi anni, bene, è esattamente così; Hunger Games, Divergent et similia di certo vi suoneranno familiari. Tuttavia, 3% riesce a gestire brillantemente il rischio di essere accomunata alle distopie sopracitate, per una serie di ragioni che non posso esimermi dall’elencare.

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#SerialKiller : The Strain — Horror scientifico

Una delle pagine più belle del Dracula di Bram Stoker è senza dubbio l’arrivo della nave del vampiro a Londra: una nave commerciale che approda, ma senza nessun membro dell’equipaggio in vita. Tutti si chiedono: come sono morti i membri dell’equipaggio? Cosa trasporta questa nave? Si potrebbe dire che il teaser di The Strain sia una trasposizione contemporanea di quella pagina di Dracula: un aereo di linea arriva all’aeroporto JFK di New York. Atterra senza particolari difficoltà, ma dall’interno non proviene nessuna risposta. Silenzio. Sembra che i passeggeri e i membri dell’equipaggio siano tutti morti.

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#SerialKiller: Narcos — il relativismo morale tra i signori della droga colombiani

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“In Colombia ho imparato che il bene e il male sono concetti relativi”

Di per sé quello dell’agente Murphy non è un pensiero originale, non è lui ad aver scoperto per primo il relativismo etico . Ma il merito della serie tv di Netflix è quello di trasferire sullo schermo con estremo equilibrio questa visione della morale.

Spesso i film o le serie sui criminali finiscono per esaltarli, facendo simpatizzare il pubblico per loro, spettacolarizzandone i delitti. Questa è per esempio la critica che è stata spesso mossa alla serie tv Gomorra, non del tutto a torto. Ma per quanto il Pablo Escobar di Narcos abbia un indubbio carisma, la serie tv ce ne mostra anche gli aspetti più spiacevoli.

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#SerialKiller: I Medici — Almeno una gioia

Il cast della serie tv I Medici (regia di Sergio Mimica-Gezzan)

Il cast della serie tv I Medici (regia di Sergio Mimica-Gezzan)

Scena: una domenica pomeriggio qualsiasi, circa tre settimane fa, passata su Tumblr tra un meme e l’altro. A un tratto, mi compare nei feed questo post, visibilmente scritto in uno stato di incontenibile agitazione: «Italian television just broadcasted two men lying in a bed naked together!!!!!». Stacco. Flashback: l’ultima volta che ho guardato un programma Rai, l’ho fatto insieme a mia madre, che era incollata allo schermo a guardare l’ennesima stagione dell’imperituro Un Medico In Famiglia, la quale serie, pur smontando i parametri della famiglia nucleare tradizionale, (finora) non era mai arrivata a tanto. Cosa mi sono persa?

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#SerialKiller: Knights of Sidonia (2014) — Talk to me, alien!

336d527dac0fd00957778b85c30560fc18fb78bcGli anime appaiono spesso allo spettatore occidentale come degli insiemi simbolici in cui è difficile ritrovare il filo di un´interpretazione univoca, un messaggio morale chiaro o una critica ad un bersaglio facilmente individuabile. Se però questo insieme può talvolta risultare una mera accozzaglia con un valore estetico, talvolta esso lascia trasparire contenuti profondi, frutto di un’intuizione condivisibile da un più largo pubblico di quello previsto inizialmente dalle produzioni nipponiche: gli adolescenti.

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#SerialKiller: Westworld — Scoprirsi schiavi

Le attrazioni di Westworld non sono giostre, mascotte o statue raffiguranti personaggi di fantasia. Westworld, il parco a tema creato dal Dr. Robert Ford, è popolato da macchine somiglianti in tutto e per tutto ad esseri umani o animali, in grado di muoversi, interagire, morire. «Non prova nulla che noi non gli abbiamo detto di provare»; questo è l’androide, l’attrazione (host), secondo gli operatori del parco, ingegneri, scultori, programmatori: un robot estremamente verosimile, che sappia dare l’illusione di possedere una coscienza, ma è tutto un trucco. Gli host seguono un copione e qualche volta improvvisano. Ogni giorno recitano la loro parte: se sanguinavano sono sanati, se erano morti sono resuscitati, non hanno mai memoria del passato.

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#SerialKiller : Speciale The Walking Dead – Bet the Dead

Se la qualità di una serie televisiva si misurasse dalla qualità dell’ultimo episodio della stagione, la sesta stagione di TWD sarebbe forse la serie migliore di sempre: la maggior parte dei protagonisti sono inermi davanti ad un cattivo di cui finora avevano soltanto sentito parlare. Peggio ancora, credevano di avere già eliminato lui e tutta la sua banda. Ma si sbagliavano, e di grosso. Uno di loro viene colpito a morte, ma non sappiamo chi, non fino alla prima puntata della settima stagione.

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Fate cheeeeese…!

Cinephilo vi suggerisce quali potrebbero essere le quote se si potesse scommettere su chi sarà il malcapitato ucciso dal villain Negan. I personaggi sono elencati da Glenn a Eugene, in ordine di posizione rispetto alla letale mazza ferrata di nome Lucille.

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#SerialKiller : Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D. – Quando gli Avengers sono in ferie

I personaggi principali della prima stagione di Marvel Agent's of SHIELD

I personaggi principali della prima stagione di Marvel Agent’s of SHIELD

Dopo i titoli di coda

Tutti gli appassionati dei lungometraggi Marvel sanno che il film non è finito se non dopo la scena che segue i titoli di coda. In alcuni film una sola potrebbe non bastare. Nel primo capitolo sul grande schermo di Iron Man (2008), l’aprifila del MCU (Marvel Cinematic Universe, il progetto cinematografico che finora ha incassato più di 10 miliardi di dollari al box office), il miliardario ex fabbricatore di armi Tony Stark viene assillato da un certo Phil Coulson, che vorrebbe parlargli di un progetto ideato dallo Strategic Homeland Intervention, Enforcement and Logistics Division. Proprio nella scena dopo i titoli di coda, dopo aver rivelato in diretta tv di essere Iron Man, Tony Stark viene messo a conoscenza da Nick Fury del fatto che ci sono altri super eroi come lui: “Sono qui per parlarti del Progetto Vendicatori.” Boom. Nella scena dopo i titoli di coda di Iron Man II, Phil Coulson e un team di scienziati dello S.H.I.E.L.D. sono alle prese con un codice 0-8-4, ovvero un oggetto dalle origini sconosciute. Si tratta di un martello, il celebre Mjöllnir, l’arma del mitico Thor. Ecco aggiunto un altro tassello del progetto Vendicatori. Supereroe dopo supereroe, i pezzi di un conflitto galattico si incastrano l’uno con l’altro: Iron Man, Thor, Captain America, Occhio di Falco, Vedova Nera, Starlord, Falcon, Nick Fury… tutti personaggi di una storia che, se presa complessivamente, dura diverse decine di ore. Sempre dopo i titoli di coda, o in linee narrative esigue, viene lentamente presentato il super villain che costringerà tutti i supereroi noti del MCU ad affrontarlo nel capitolo finale di questa storia, Avengers: Infinity War (titolo ed eventuali partizioni in continuo mutamento): Thanos, il titano folle. Tra l’altro, nel suo desiderio puramente nichilistico di distruzione e controllo totale, Thanos è uno dei cattivi più affascinanti dei fumetti Marvel, devoto solamente a lady Morte.

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