Nell’approcciare per la prima volta lo studio dei regimi dittatoriali durante le ore di storia a scuola, l’immagine che ci si presentava era quello di un apparato tanto terrificante e disumano quanto efficiente: un’autentica macchina perfettamente oliata in ogni suo ingranaggio, che non ci pensa due volte a colpirne uno per educarne cento, infallibile nel mantenere l’ordine e il terrore sopprimendo ogni forma di opposizione.

Ciò su cui non riflettiamo subito è che in realtà i regimi totalitari sono spesso efficienti unicamente quando si tratta di propaganda e repressione, mentre ogni altro aspetto della loro organizzazione è sovente trascurato e gestito in maniera approssimativa da un apparato statale ove burocrazia ostruttiva, corruzione e inefficienza la fanno da padrone, in una situazione grottesca molto più simile a Brasil di Terry Gilliam che non a 1984.

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