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Recensioni cinematografiche

Tag: tom ford

#CineFocus: L’uomo che narra e l’animale che vede

  1. Loro come noi, noi come loro

Nell’ondata contro-buonista che ha afferrato il cinema – e, forse, per estensione, tutte le arti – dalla fine del secolo scorso vi è interessante esempio, all’inizio degli anni 2000, nella profonda critica alla celebre, e intessuta nell’immaginario, antropomorfizzazione degli animali ad opera dei film d’animazione. Problematica massimamente presente tra le cause dichiarate del lento abbandono del pubblico nei confronti dei film animati bidimensionali: i “classici” o “grandi classici” della Disney, i cui canti del cigno sono stati il pessimo Mucche alla riscossa e l’interessante ma intrinsecamente datato La principessa e il ranocchio (il cui leit-motiv è, non a caso, la trasformazione magica, voodoo, in animale). Diversamente ha agito la Pixar in cui, salvo i casi di Alla ricerca di Nemo e Ratatouille[1] (in cui comunque animale e uomo sono separati dalla barriera linguistico-comportamentale, ovvero: l’animale è animale, anche nel momento di massimo protagonismo e la cosa è accentuata dalla profonda radicalizzazione della prospettiva volumica), l’animale è privo del linguaggio, muto, figura esteriore e ingombrante – Buster in Toy Story – o che, con la tecnologia, sostitutiva del magico, riceve la parola – Dug in Up – spostando totalmente il focus su di un protagonista antropomorfo o comunque “robotico” (WALL-E, le automobili in Cars, ma più semplicemente i giocattoli). Detto altrimenti, la fine del mondo della fiaba – che comunque, tra Andersen, Collodi e Perrault, aveva ispirato gran parte dell’animazione disneyana – per approdare al reame degli uomini, in un procedimento tanto caro alla dimensione epica.

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#CineHot: Animali notturni — La violenza che striscia sotto il mascara

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Può uno stilista affermato essere anche un ottimo regista? Tom Ford è uno dei volti più noti della moda, ex direttore creativo di Gucci e Yves Saint Laurent e fondatore nel 2006 di un suo marchio di successo. Esordisce al cinema nel 2009 con A Single man, opera di un’eleganza malinconica ma a tratti manieristica, persa dietro a una ricerca dell’inquadratura perfetta che rendeva il film un po’ freddo. In Animali notturni invece l’estetica dark di Ford è messa al servizio di una storia potente, quella di una vendetta d’amore attuata attraverso la letteratura.

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Estroietta e smarmella [parte III] — Resoconto di un’esperienza al Festival del cinema di Venezia

“Noi negli States – dove io, insomma, lavoro con una frequenza veramente impressionante – non siamo mai abbastanza liberi, c’è sempre un controllo dall’alto, hai capito? Non c’è libertà!”

“No! Io non mi faccio imporre niente, amico mio! Il mio motto sai qual è?”

“No!”

“Qualità o morte!”¹

Pronti, via!

Ci sto prendendo davvero gusto e me sembra (quasi) de esse’ diventato serio.

Proprio per scongiurare quest’impressione e, se possibile, mettere in crisi il mio caro presidente – autoproclamatosi -, dopo che la volta scorsa ho provato a essere ordinato, scegliere un tema, cercare un tono più professionale e via dicendo…

Questa volta andrò a braccio, darò sfogo a me stesso: ma ci sarà un filo a unire i vari paragrafi del post e sarà costituito da tutti i film che più mi hanno impressionato, in senso positivo e negativo.

Tratterò di tutto ciò che della Mostra mi è piaciuto molto e, per converso, di ciò che mi ha fatto più alterare, scattare la cosiddetta “vena grossa”.

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Almost serious [parte I] – Resoconto di un’esperienza al Festival del cinema di Venezia

“Qui si mette male”.
Avete presente Occhio di Falco di Aja e Fraction?
Quest’affermazione, per un breve momento, ha fatto capolino nella mia mente mentre concitato e impazzito cercavo di compilare e inviare in tempo la domanda per l’accredito per la Mostra del cinema di Venezia di quest’anno. Era il 7 luglio, a mezzanotte la scadenza e io, ovviamente (non ci vuole un grande sforzo immaginativo), ero in ritardo.
Wifi di fortuna, materiale da inviare salvato su pennetta e dita che turbinano come mai sulla tastiera del pc a cui, in più, si stava anche scaricando la batteria.
Si mette proprio male.
E invece… Risultato finale più che positivo: domanda inviata, tutto finito con addirittura un paio di minuti di anticipo.
Quest’anno le cose le faccio seriamente, per cui: accredito, sistemazione più comoda e vicina alle sedi del Festival e alimentazione e sonno regolari.
Ho davvero avuto la fortuna di avere tutto questo, grazie alla benevolenza altrui, specialmente della mia ragazza, con la quale ho condiviso l’esperienza festivaliera e che ha sopportato la mia (ingombrante) presenza. A lei va un enorme grazie (per questo e altro).

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