La vita è uno stato mentale”. Con queste parole melliflue e insonorizzate si chiude l’incantesimo filmico di Oltre il giardino (titolo originale Being there, regia di Hal Ashby), in un’atmosfera rarefatta, ai confini con l’onirico, dove si infrange delicatamente la quarta parete cinematografica per precipitare lo spettatore nella parossistica leggerezza del giardiniere Chance (interpretato da un magistrale Peter Sellers), per l’intera durata della pellicola blandamente derisa e solo nell’atto terminale avvertita nella sua potenziale gravità.

Read More